La parte più lussuriosa del Palazzo è la sala da ballo cerimoniale, che si trova nella parte nord-est dell’edificio ed è alta come due piani. Una piccola stanza sul lato ovest venne separata in modo simbolico dallo spazio centrale attraverso una tenda, mentre la loggia al di sopra, a cui si accede con una scala a chiocciola, era riservata all’orchestra. È arredata con panche in legno, dorate e tappezzate che sono state preservate, e sedie che in passato avevano sedili in tessuto di canapa.

La stanza venne usata sopratutto come sala da ballo durante il dominio ungherese, subito dopo al quale il nome venne cambiato. Oggi viene definita principalmente come Sala di Marmo, per i maestosi muri rifiniti in marmo. Durante il dominio ungherese nella sala venivano costantemente organizzati balli, spesso annunciati nei quotidiani locali. I balli facevano parte della vita dell’alta società, con incontri e svago per cittadini famosi. Il Valzer era imprescindibile, mentre la Polka, la Quadriglia e la Mazurca erano frequenti. Saper ballare veniva considerato come un aspetto essenziale di un comportamento culturale socialmente accettabile e rappresentava un indicatore di status sociale. Le classi più alte consideravano le scarse capacità nel ballo allo stesso livello dell’analfabetismo.
Specchi decorativi con cornice in stucco vennero posizionati sulle pareti in marmo per dare il benvenuto al re italiano Emanuele III nel 1924, sostituendo così i ritratti ufficiali dei governatori di Fiume originariamente progettati e creati copiando i dipinti originali nell’edifico del comune.

Ampie finestre semicircolari sono locate all’interno di lunette nel lato nord e la volta è adornata con ricche decorazioni in stucco. I tre maestosi candelieri della sala e quello nella loggia per l’orchestra fanno parte dell’inventario originale, mentre i candelieri da parete furono aggiunti in seguito. Il pavimento in parquet di quercia è stato preservato.
La porta ad est della sala da ballo conduce alla terrazza della serra, con una vista sul giardino del Palazzo e sulla città, mentre la porta ad ovest conduce al Salone Giallo, originalmente una sala d’attesa.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Palazzo venne gestito dalla Casa della Cultura, da cui dipendeva anche il lavoro dell’Università Nazionale, che usava la sala per conferenze e, grazie alle proprietà acustiche della sala, per concerti organizzati dall’Ufficio dei Concerti. Dopo il 1953, quando il Museo iniziò a gestire il Palazzo, la sala è stata adibita a spazio espositivo. Dagli anni settanta è stata spesso affittata ad aziende, ambasciate, associazioni e agenzie di relazioni pubbliche per i loro incontri, eventi speciali, simposi, conferenze di business e promozioni.